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L'onda lunga - Report

Tra giorno 28 giorno 29 novembre questo sito ha un raddoppato le visite provenienti da motori di ricerca. Qualcosa ha sensibilizzato gli internauti italiani sul tema onde elettromagnetiche e salute.

Il merito forse va al mitico Report, cui dobbiamo già un interessantissima inchiesta sulla pericolosità del Wi-fi.
Domenica 27 novembre su RAI TRE è andata in onda una interessentissima puntata:

Il telefono cellulare è rischioso per la salute?
28 anni dopo l'invenzione di Martin Cooper il telefonino ha raggiunto cinque miliardi di persone. A questa impressionante penetrazione nel sistema dei consumi, è corrisposto un adeguato interessamento delle autorità sanitarie e dei governi per indagare gli eventuali effetti dannosi sulla salute? Per la prima volta, quest'anno, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato le microonde emesse dal cellulare come "possibili cancerogene". Dietro questa classificazione ci sono stati colpi di scena e conflitti di interesse dei ricercatori coinvolti. L'inchiesta di Sabrina Giannini svela i retroscena della scienza finanziata, prevalentemente, dalle industrie del settore

I pc compatibili con Micosoft Silverlight (non è il mio caso... :-) ) possono visualizzare la puntata in replay sul canale Rai.tv. Oppure è possibile cercarla su youtube.

Di seguito riportiamo la trascrizione del servizio, che si può trovare anche sul sito www.report.rai.it.

Metalli Tossici

Segnalo il servizio sull'inquinamento da metalli pesanti andato in onda su Uno Mattina del 14/10/2010.
Con gli ospiti Roberto Romizi, presidente dell'Associazione Medici per l'Ambiente ISDE,  e Maurizio Proietti, medico del Coordinamento della Rete Italiana dei Ricercatori per la Responsabilità Ambientale e Sociale dell'ISDE, si discute dei problemi legati all'accumulo di metalli pesanti nel nostro organismo.
L'industralizzazione ha comportato certamente molti benefici, ma ha riversato nel nel nostro ciclo vitale parecchie forme inquinimento, come quello fisico delle radiazione ionizzanti e non, e chimico come quello dei metalli pesanti.
Raccapriccianti le immagini dei neuroni che si sciolgono al contatto con i vapori di mercurio. Per fortuna disintossicarsi è possibile, ma i neuroni persi non si riformano più. L'importante è non ignorare i problemi e sapere che esiste una soluzione a tutto. Chi volesse saperne di più, può andare al sito dell'ISDE.
Ecco il video:

Referendum in difesa dell'acqua pubblica


Sulla scia della nostra campagna in difesa della salute e dell'acqua, segnaliamo l'iniziativa "Io voto il 29 maggio".
Entro giugno ci saranno 4 referendum.
Uno in difesa della giustizia, contro il legittimo impedimento.
Due in difesa dell'acqua pubblica.
Uno contro il ritorno al nucleare.


Blog Action Day 2010

Parliamoci chiaro: il problema dell'elettrosmog non è il principale nemico della nostra salute, ma è solo quello meno noto. La nostra salute è minacciata da virus e batteri ad esempio, ma quelli lasciamoli combattere al nostro sistema immunitario e ai medici. L'inquinamento, che sia chimico o da micro-particolato, è più infido: il problema è che ci stiamo facendo del male con la nostra stessa cultura. Ma soprattutto c'è la malnutrizione e la sete. Al tema dell'acqua è dedicato il Blog Action Day 2010.
Badwireless aderisce al Blog Action Day dal 2009. Quest'anno i blogger più sensibili sono invitati a mettere in evidenza il tema dell'acqua e della sete. Badwireless lo fa con particolare attenzione alla situazione italiana. Dal 29 settembre 2009 il Consiglio dei Ministri ha approvato una serie di modifiche legislative all’articolo 23 bis della Legge 133/2008 che in pratica spianano la strada alla privatizzazione di molti servizi pubblici, gestione dell'acqua compresa. Ecco, con una battuta, il commento che merita la notizia:

Commento alla pubblicazione dell'Interphone sulla correlazione cellulari-tumori

Mentre la televisione ci invita ad andare in vacanza con la tariffa per parlare al telefono senza limiti e la internet-key per chattare sulla spiaggia, viene pubblicata una ricerca per farci dimenticare il costo che queste tecnologie hanno sulla salute. Ma è facile smentirla. Riporto un comunicato stampa da  da www.elettrosensibili.it .

20/05/2010 - Interphone, le associazioni denunciano: "L’assenza di risposte certe favorisce solo l’industria"

Roma, 20 maggio 2010 – Sono stati finalmente pubblicati i risultati del più grande studio mai effettuato sui rischi di tumore connessi all’uso dei cellulari. Condotto da un team di ricercatori di 13 paesi, Interphone ha analizzato 2,708 casi di glioma e 2,409 di meningioma con 5.634 controlli, arrivando alla [solita] conclusione che sono necessarie ulteriori ricerche.

il caso dei cellulari e la moria delle api

Nel precedente post avevo riportato il caso raro di un politico che si preoccupa di problemi di salute. La sua nota fa riferimento ad un articolo recente pubblicato su Current Science, un bollettino collegato all’Accademia delle Scienze indiana. Cercherò di riassumere i risultati e i metodi di questa ricerca.

Scilipoti (IDV): Rischi per gli esseri viventi dai cellulari

Riporto il comunicato stampa direttamente dal sito del deputato IdV Domenico Scilipoti.

ROMA, 17/06/2010: “Secondo il Current Science, trenta minuti di esposizione al giorno alle microonde dei cellulari sono sufficienti a provocare danni irrimediabili in un alveare”.

Giornate Siciliane di Radioprotezione - Il punto sulle NIR

"Il punto sulle NIR (Radiazioni Non Ionizzanti). Conoscenze, ricerche, misure, normativa, protezione"
E' questo il titolo del congresso organizzato dalla Sezione Siciliana dell’ AIRM (Associazione Italiana di Radioprotezione Medica), in collaborazione con AIRP (Associazione Italiana di Radioprotezione) che si terrà a Siracusa nei giorni 3-5 giugno 2010.

Bollettino elettrosmog Maggio 2010

di Francesco de Cavi - Laboratorio elettrosmog

Tre incontri per riappropriarsi della Salute ricominciando dall'Ambiente. Solo attraverso l'informazione ci si può difendere dall'inquinamento chimico, elettromagnetico ed alimentare che colpisce tutti in modo invisibile. Ne parliamo insieme a tre appuntamenti presso la Camera dei Deputati - Palazzo Marini, Sala Poli (ingresso da Via Poli), Roma.

Schermare i forni a microonde

I forni a microonde sono la prova che le radiazioni elettromagnetiche possono avere effetti inaspettati. Il perchè è spiegato nel primo e storico articolo di questo blog. Volendo riassumere, il fenomeno è il seguente: le microonde trasportano energia e questa energia viene tutta rilasciata nelle molecole d'acqua di cui è composto la nostra porzione di cibo da riscaldare o da cucinare.
Ma è possibile che le radiazioni del forno al microonde sfuggano e invece di finire nel cibo vadano altrove? La risposta è "si, si può verificare, e si può rimediare"

Electro-hypersensibilitè - servizio di Radio-Canada

Metto in evidenza un servizio andato in onda su una radio canadese nel 2005.
Viene descritta la vita di un ingegnere svedese della Ericsson diventato elettrosensibile. Vengono fatte 2 interviste: una al prof. Johansson, dermatologo del Karolinska Institute di Stoccolma, Svezia, che ha dimostrato che manifestazioni cutanee dell’esposizione ai videoterminali sono simili istologicamente a quelle allergiche. La seconda intervista è al prof. Hardell che ha studiato il neurinoma del nervo acustico in utilizzatori di telefonini.
Sembra un paradosso: radio contro radio. Chissà quanto sono potenti i ripetitori di Radio-Canada. Però vale le pena di ascoltare -se capite il francese-, tanto esite lo streaming!
Per vedere lo streaming è consigliato Mplayer, che gli utenti Linux conoscono bene.
Per gli utenti Windows, eventualmente provare SMplayer.
Gli utenti Mac, possono trovare utile MPlayer OSX Extended.

Notizie dimenticate: l'allergia alle onde elettromagnetiche

«Il Wifi fa male» e Parigi lo disattiva
Bloccato in 4 biblioteche dopo che gli impiegati hanno accusato vomito, vertigini e insonnia

di Alessandro Grandesso

PARIGI - Vertigini, nausea, dolori muscolari, insonnia. Non sono sintomi dell'influenza, ma dell'«allergia» al campo magnetico generato dal Wifi. Un fenomeno in espansione che preoccupa il comune di Parigi che ha disattivato il segnale in quattro biblioteche pubbliche. Decisione in linea con quanto già accaduto in Inghilterra, Germania e Canada..

AMBIZIONE - L'allarme è scattato dopo che la giunta di Bertrand Delanoé ha puntato sul Wifi per portare anche nei luoghi pubblici l'accesso gratuito alla rete. Un programma ambizioso: 225 centraline sparse in tutta la capitale. Non solo biblioteche, ma anche parchi, municipi, musei, piazzette.

NAUSEA - Ma in quattro biblioteche gli impiegati hanno cominciato a sentirsi male, soprattutto quelli che lavoravano vicino ai ripetitori WiFi. «Nausea, vertigini, insonnia - spiega Stephen Kerckhove, direttore generale di Agir pour l'Environnement (Ape) - sono sintomi tipici da campo magnetico nocivo».

MORATORIA - L'Ape e un'altra associazione hanno imposto una moratoria che la settimana prossima potrebbe estendersi al resto delle biblioteche della Ville Lumière. «Non siamo contro il Wifi a priori - precisa Kerckhove - ma è necessario affrontare scientificamente la questione».

STUDI - Un anno fa, l'Autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni elettroniche (Arcep) aveva definito innocuo il Wifi ad uso domestico. «Il problema - sottolinea Kerckhove - si pone quando il segnale copre zone più vaste». Un primo studio è stato avviato dalla stessa Arcep, ma i risultati saranno noti solo a fine 2008.

INGHILTERRA - L'«allergia» al Wifi riguarda anche altri paesi europei. Ad aprile, in Inghilterra, il Sindacato degli insegnanti ha chiesto la sospensione del segnale nelle scuole, cogliendo l'allarme lanciato da William Stewart, presidente della Health Protection Agency. A giugno, un'inchiesta della Bbc dimostrava che il campo magnetico in un'aula equipaggiata con Wifi era tre volte più potente di quello emesso da un ripetitore Gsm.

MONDO - In Germania, lo scorso anno, il Wifi è stato vietato in tutte le scuole di Francoforte e la scorsa estate, il governo Merkel ha chiesto ai tedeschi di privilegiare l'accesso via cavo. In Canada, il rettore dell'Università di Lakehead (Ontario) ha cablato con fibre ottiche il campus, disattivando tutte le centraline Wifi, «perché - si legge sul sito dell'ateneo - è provato che le onde elettromagnetiche provocano disturbi comportamentali, ostacolano le funzioni cognitive, favoriscono lo stress, interferiscono con le onde cerebrali». Insomma, Internet va bene per studiare, ma non deve dare alla testa.


http://www.corriere.it/esteri/07_dicembre_18/wifi_dannoso_parigi_6daf0ffe-ad8a-11dc-af1c-0003ba99c53b.shtml
(ultima modifica: 19 dicembre 2007)

Glicemia sulla cresta dell'onda - quando il wireless è utile davvero

Una cosa che fanno molto bene giornali e blog è parlare molto bene delle comodità, che sia futili o no. Secondo queste opinioni, il più grande frutto dell'era moderna sembra essere il confort. Ad esempio si legge spesso di quanto si comodo accedere ai contenuti multimediali on line "ovunque vi troviate" mediante connessioni senza fili a banda larga. Che poi la modernità ci ha resi più rilassati, non sono in molti a pensarlo...

In netta controtendenza in questo spazio virtuale abbiamo:
a) provato a smentire che il wireless è irrinunciabile, anche se non è facile resistere alle seduzioni hi-tech;
b) spiegato che il wireless, oltre a essere inutile, è dannoso.

Tuttavia badwireless non fa guerre di religione. Al contrario ci sentiamo in dovere di segnalare che una classe di dispositivi hi-tech wireless può essere davvero utile, e può migliorare obbiettivamente le condizioni di salute e la vita sociale a molte persone, con un vantaggio riflesso per la collettività.
Queste persone sono affette dal diabete di tipo 1; avendo conpletamente perso le cellule adibite alla produzione di insulina i diabetici di tipo 1 dipendono totalmente da somministrazioni di questo ormone mediante iniezioni sottocutane. Il corretto dosaggio di insulina è molto variabile ma non può essere assolutamente trascurato: l'insulina serve ad usare gli zuccheri e una scorretta somministrazione di insulina e zuccheri si traduce in malessere e complicanze a lungo termine. Il pricipale aiuto nella scelta delle giuste dosi è dato dalla misurazione dello zucchero (glicemia) nel sangue (prelevato dai polpastrelli), in pratica si scelgono le dosi in modo tale da mantenere la glicemia in un certo range di valori. Si può intuire quanto sia stressante e difficile (anche se necessaria!) ottenere così una compensazione zucchero-insulina visto che servono molte misurazioni al giorno, quattro punture di insulina al giorno ed eventualmente delle correzioni. Inoltre ci può essere anche un disagio personale: insomma può capitare doversi fare una puntura in qualunque situazione!

Tre dispositivi tecnologici che comunicano tra loro senza fili possono semplificare la gestione di questo quadro e al contempo rendere la terapia più efficace:
  1. Un dispositivo nascosto sotto i vestiti che inietta insulina in maniera continua - si chiama microinfusore.
  2. Un misuratore di glicemia manuale che riceve (wireless!) il valore della glicemia da un sensore sottocutaneo e che permette di controllare e comandare il microinfusore.
  3. Un sensore continuo di glicemia che invia i dati (senza fili!) sia al misuratore per essere letto da paziente in tempo reale, sia al microinfusore (in modo tale da interrompere in automatico la somministrazione di insulina se la glicemia è troppo bassa). Questo sensore non sostituisce il misuratore manuale, col quale si tara e si sincronizza wireless.
E' il caso di ripetere che che questi accorgimenti permettono davvero di migliorare lo stile di vita del diabetico di tipo 1 e la sua gestione della glicemia.

Il sensore continuo per ora è compatibile solo con i prodotti Medtronic-Bayer e funzione con una frequenza intorna ai 500 Mhz (come quelle televisive). E' ragionevole pensare che i segnali inviati da questi apparecchi abbiano intensità malto bassa, solo pochi bit per codificare 3 cifre alfanumeriche, quindi se ci sono rischi da elettrosmog (bhe, qui parliamo di potenza veramente trascurabile) sono sicuramente inferiori ai vantaggi. E se vogliamo parlare di elettrosmog, preoccupiamoci di quello inutile che può interferire con questi apparecchi (anche se le case costruttici garantiscono schermature contro le interferenze).
Le case farmaceutiche concorrenti a Medtronic-Bayer in Italia (Roche e Jonson&Jonson) non hanno ancora sviluppato il sensore continuo. La Roche invece è l'unica ad aver sviluppato il microoinfusore controllato da telecomando wireless. Attualmente non è quindi possibile sfruttare i tre dispositivi elencati prima poichè il sensore ed il telecomando sono sviluappati da case farmaceutiche concorrenti. Bisogna inoltre aggiungere che sono disponibili anche microinfusori "solitari" senza controllo wireless.
La vera nota dolente di tutto ciò è la speculazione, che porta i prezzi dei microinfusori a qualche migliaio di euro e che si traduce in una spesa consistente per le regioni (che hanno gli oneri delle ASL).
PS: Un ringraziamento va all'amico A. per la segnalazione.
Aggiornamento: ci è stato anche segnalato che la Medtronic abbia un suo telecomando, ma non siamo in grado di confermarlo.

Cellulari e neurologia

Alcuni ricercatori dell’Università di Örebro in Svezia, facenti capo a Fredrik Söderqvist, hanno scoperto che l’uso dei cellulari ha anche effetti neurobiologici. Studiando alcuni campioni di sangue di adulti che utilizzano il telefonino, gli scienziati hanno riscontrato l’aumento della transterina, una proteina che è presente nel liquido che protegge il cervello e il midollo spinale dalle influenze esterne.

Questo studio è diverso da quello che abbiamo presentato precedentemente, poichè si concentra sugli effetti neurologici delle radiazioni elettromagnetici, e non mutageni (cioè che causano mutazioni delle cellule o tumori). L'aumento nel sangue della transterina non è dannoso in sè, come ha specificato Söderqvist, è potrebbe essere un marker che indica la sofferenza delle cellule celebrali, come succede al PSA in caso di patologie prostatiche e alle transaminasi in caso di sofferenza di muscoli e fegato, comunque dimostra che le radiazioni hanno una interazione notevole con l'organismo umano. Il gruppo di ricerca svedese ha aggiunto di aver riscontrato una correlazione tra i bambini che fanno un uso maggiore del cellulare e il comparire di problemi come mal di testa, asma e difficoltà di concentrazione.

Su Ecoradio, si può ascolatare l'illuminante intervista a Settimio Grimaldi, ricercatore dell'Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare del CNR di Roma.

Contrordine: I cellulari non fano male alla salute

Cantato ad alta voce da quanti non pensano di poter fare a meno dei telefoni cellulari, uno studio capitanato da Isabelle Deltour dell'Istituto di Epidemiologia dei Tumori della Società Tumori danese a Copenaghen sembra smentire che ci sia una ralazione tra tumori e microonde.

Dopo aver esaminato un campione di ventenni in Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia e 60.000 pazienti cui è stato diagnosticato un glioma o un meningioma tra il 1974 e il 2003, hanno concluso che con la diffusione del cellulare avvenuta tra il 1998 e il 2003 non c’è stato un aumento di casi di tumori. [Ma per chi usa il cellulare da prima del 1998? Sembra che questo non sia stato pubblicato]
Però gli esperti hanno dovuto avvertire che questi dati vanno presi con cautela, perché non tengono conto di statistiche a lungo tempo. Gli “effetti collaterali” dei telefoni senza fili potrebbero manifestarsi con un lasso di tempo più lungo rispetto ai 10 anni dello studio. Come nella analisi di Lennart Hardell e Kjell Hansson Mild.


fonte: http://jnci.oxfordjournals.org/cgi/content/abstract/djp415

Cellulari: Rischio tumore sale del 20-30%

Chi utilizza il cellulare da più di 10 anni vede aumentare le possibilità del 20 per cento di contrarre il glioma e del 30 per cento di ammalarsi di neuroma acustico. Il primo è un tipo di tumore maligno che colpisce soprattutto il tessuto nervoso del cervello, ed è difficilmente curabile; il secondo è una formazione benigna. La probabilità di incorrere in tumori è indiscutibile.


Due ricercatori svedesi Lennart Hardell dell'University Hospital di Orebro e Kjell Hansson Mild della Umea University hanno verificato 11 ricerche e hanno pubblicato i risultati su 'Occupational Environmental Medicine' già nell'ottobre 2007. Ancora oggi siamo in pochi a sapere quello che i ricercatori scoprono. E le vecchie notizie vengono dimenticate.
A tutt'oggi sono numerosi gli studi realizzati per verificare la pericolosità dei telefoni cellulari sull'uomo. La novità e l'autorevolezza della è che ricerca Hardell e Mild è che si concentra su chi usa i cellulari (ma anche i cordless) da oltre dieci anni per circa un ora al giorno. I dati ci sono solo adesso, proprio perché i cellulari hanno avuto il loro boom a partire da una decina di anni fa. E i risultati dell'uso dei telefonini sugli effetti al cervello non sono certo incoraggianti.
Addirittura i tumori si manifestano soprattutto sul lato della testa dove normalmente viene appoggiato il telefonino. In particolare si è rilevato un aumento dei glioma e dei neuromi acustici (nervo acustico). Altre parti più esposte sono, a parte il cervello, gli occhi, con lo sviluppo del melanoma uveale.
Secondo Mild: "Se in 10 anni l'aumento dei tumori al cervello come conseguenza dell'uso dei telefonini è evidente, se non si interviene soprattutto nei più giovani, nell'arco di 20 o 30 anni si potrebbe avere una vera e propria epidemia".
In pratica, si sa da parecchio tempo che microonde riescano a neutralizzare la barriera ematoencefalica lasciando passare tossine verso il cervello. Si possono distinguere gli effetti delle radiazioni sull'uomo in conseguenze a breve e lungo termine. Quelle a breve termine sono essenzialmente legate allo sviluppo di calore (riscontrabile anche telefonando: infatti, restando parecchio tempo a telefono si può notare un riscaldamento dell'orecchio e della parte del cranio corrispondente), che, se il cellulare viene utilizzato per brevi periodi e non troppo spesso, potrebbe effettivamente essere innocuo. Ma la ricerca dei due scienziati svedesi accerta la pericolosità delle conseguenze a lungo termine.
Domanda retorica: dite che dobbiamo aspettare altri dieci anni per sapere qualcosa sull'internet senza fili, che funziona ad una frequenza e ad una potenza superiore rispetto ai telefoni cellulari?

http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/cellulari/cellulari-studio/cellulari-studio.html

http://benessere.paginemediche.it/it/238/casa-e-sicurezza/casa-e-sicurezza/detail_1491_cellulari-e-radiazioni.aspx?c1=0&c2=392


Processo a Radio Vaticana

Questo post non riguarda le onde elettromagnetiche nel range delle microonde, bensi una questione legata alle comuni onde radio. La potenza di questi ripetitori è davvero ragguardevole, ed è per fortuna limitata dalla legge italiana. Ma c'è un caso particolare che desta preoccupazioni, del risvolto di cui si scrive nel seguente articolo tratto da La Repubblica:

"La terza sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio le assoluzioni pronunciate nel giugno 2007 dalla Corte d'appello di Roma nei confronti di padre Pasquale Borgomeo e il cardinale Roberto Tucci, all'epoca dei fatti direttore generale e presidente del comitato di gestione di Radio Vaticana.

I due imputati, accusati di 'getto pericoloso di cose' in relazione all'emissione nociva di onde elettromagnetiche provenienti dagli impianti dell'emittente radiofonica a Santa Maria di Galeria, subiranno dunque un nuovo processo.

La Cassazione non ha dunque condiviso le motivazioni dei giudici di secondo grado che avevano assolto i due religiosi ritenendo che l'emissione di onde elettromagnetiche non potesse rientrare nel reato di 'getto pericoloso di cose', previsto dall'articolo 674 del Codice Penale. Anche il sostituto procuratore generale della Cassazione Alfredo Montagna, durante la sua requisitoria, oggi aveva sollecitato l'annullamento delle assoluzioni e dunque l'accoglimento dei ricorsi presentati dalla Procura Generale di Roma e dalle parti civili.



Per il cardinale Tucci, il Pg aveva però sollecitato l'annullamento senza rinvio della sentenza d'appello per intervenuta prescrizione del reato. I giudici della Terza Sezione Penale, invece, hanno rilevato che il reato, anche per quanto riguarda Tucci, non è ancora prescritto.

Nella Capitale, infine, resta aperta un'altra inchiesta sugli impianti di Radio Vaticana, riguardante le morti per leucemia riscontrate nelle zone di Cesano e La Storta, la cui causa, secondo chi indaga, è da attribuire alle onde elettromagnetiche provenienti dagli impianti dell'emittente della Santa Sede e da un sito della Marina Militare.

In questo filone di indagine, Tucci e Borgomeo risultano iscritti sul registro degli indagati assieme a Costantino Pacifici, vicedirettore tecnico di Radio Vaticana, Gino Bizzari, Vittorio Emanuele Di Cecco ed Emilio Roberto Guarini, responsabili degli impianti della Marina."

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/processo-radio-vaticana/processo-radio-vaticana/processo-radio-vaticana.html
(13 maggio 2008)


Spettro delle radiazioni elettromagnetiche e effetti biologici delle radiazioni

Lo spettro elettromagnetico (o spettro e.m.) l'insieme di tutte le possibili radiazioni. Le radiazioni sono onde elettromagnetiche. Ad un'onda elettromagnetica sono associate una lunghezza d'onda ed una frequenza.
Lo spettro elettromagnetico illustra ordinatamente queste onde al variare della lunghezza d'onda o della frequenza:

Tipo di radiazione elettromagnetica Frequenza Lunghezza d'onda
Onde radio ≤3 GHz ≥ 10 cm
Microonde >3 GHz – 300 GHz <10 cm – 1 mm
Infrarossi >300 GHz – 428 THz <1 mm – 700 nm
Luce visibile >428 THz – 749 THz <700 nm – 400 nm
Ultravioletti <749 THz – 30 PHz <400 nm – 10 nm
Raggi X >30 PHz – 300 EHz <10 nm – 1 pm
Raggi gamma >300 EHz <1 pm

Al variare di queste grandezze variano le proprietà dell'onda. La frequenza è proporzionale all'energia dell'onda cioè all'aumentare della frequenza aumenta l'energia trasportata dall'onda.
Poiché la lunghezza d'onda e la frequenza di una radiazione sono inversamente proporzionali, tanto minore sarà la lunghezza d'onda, tanto maggiore sarà la frequenza e quindi l'energia.
Un'altra caratteristica è la penetrabilità dell'onda. Le onde ad alta frequenza interagiscono parecchio con la materia e sono quindi solitamente più facile da schermare (ad eccezzione di quello troppo energetiche come i raggi X e i raggi gamma). Le onde radio invece interagiscono poco e penetrano la materia, riuscendo a coprire maggiori distanze.
Le applicazioni possono essere divise in due macrofamiglie: nella prima le onde elettromagnetiche vengono utilizzate per trasportare informazioni ( radio, televisione), nella seconda per trasportare energia ( forno a microonde ). La logica (o se si preferisce il buon senso) ci consiglia quindi che per la prima categoria di dispositivi è conveniente usare radiazioni a bassa frequenza (bassa energia) mentre per la seconda radiazioni a frequenza più alta. Purtroppo è stato già illustrato che non è sempre così. La scelta di usare microonde per le alcune telecomunicazioni non è casuale: il motivo è che le altre bande sono state già occupate in passato da televisione e radio. In tempi recenti non sono rimaste che le bande più sconvenienti per le nuove applicazioni quali cellulari GSM, UMTS, wi-fi, wi-max. Ma questo motivo non giustifica l'uso che si fa di queste onde ai danni della nostra salute.
Gli effetti della radiazione elettromagnetica sugli esseri viventi dipendono principalmente da due fattori: la frequenza della radiazione e le modalità di esposizione (intensità della radiazione (questo parametro è molto importante!), durata dell'esposizione, parti del corpo esposte...). Per quanto riguarda la frequenza della radiazione si usa distinguere tra radiazioni ionizzanti e radiazioni non ionizzanti.
Le radiazioni ionizzanti sono le più energetiche (raggi X e raggi gamma), provengono dal cosmo o dalla radioattività naturale o artificiale. Per la loro potenza e pericolosità, non vengono usate dalla tecnologia delle telecomunicazioni.
Negli ultimi anni sono andati crescendo gli interrogativi sui possibili effetti sulla salute legati all'esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenze (RF) e microonde (MW). In molti laboratori si sta lavorando intorno a interrogativi quali l'effetto della applicazione di un campo elettromagnetico sulla permeabilità delle membrane cellulari a determinate specie ioniche e su quali basi biofisiche sia ipotizzabile un'influenza diretta del campo elettromagnetico sull'integrazione e l'elaborazione dei segnali nervosi. Un'onda elettromagnetica che si propaga nello spazio trasporta energia che viene in parte assorbita e in parte riflessa dagli oggetti che tale onda incontra sul suo percorso. L'assorbimento avviene con modalità ed in misura diversa a seconda delle caratteristiche del mezzo. L'effetto sugli organismi viventi di tale assorbimento di energia da un campo elettromagnetico a radiofrequenza e microonde è da una ventina d'anni oggetto di numerose indagini scientifiche. A livello microscopico, manca ancora uno schema interpretativo soddisfacente dell'azione di un campo elettromagnetico sulle cellule degli organismi viventi. Questo dipende innanzitutto dall'incompleta conoscenza dei fenomeni a livello di membrana cellulare legati allo scambio di materiali ed informazioni tra cellule a ambiente esterno. In secondo luogo, la complessità strutturale dei tessuti biologici e la loro disomogeneità, rende assai problematico un calcolo dettagliato della deposizione locale di energia nei tessuti da parte dell'onda elettromagnetica incidente. La controversia sulla possibilità di manifestazione di effetti non termici, cioè dovuti ad esposizioni a livelli di campo elettromagnetico a radiofrequenze e microonde non abbastanza elevati da produrre riscaldamento dei tessuti, si riflette nella scelta degli standard ammissibili di esposizione per lavoratori e popolazione civile da parte di Stati ed Organizzazioni internazionali diversi. Le ricerche compiute nei Paesi occidentali hanno condotto alla conclusione (ANSI, 1982) che l'esposizione protratta per un periodo inferiore ad 1 ora, e comportante un tasso di assorbimento specifico medio al corpo intero inferiore a 4 W/kg non è in grado di produrre effetti sulla salute. Per cautelarsi dai possibili effetti cumulativi dovuti ad esposizioni prolungate (giorni oppure settimane) si è considerato per l'uomo un valore limite di SAR 10 volte inferiore, pari quindi a 0.4 W/kg. Tutte queste grandezze sono difficili da tenere in conto nella vita quotidiana, ma l'uso di frequente telefonini o ripetitori nelle vicinanze possono superare la soglia massima consigliata.
Anche se lo studio sulle cellule è ancora agli albori, una certezza è data dal fatto che un'onda e.m. trasferisce tanta più energia quanto è elevata la frequenza. Come spiegato precedentemente parte dell'energia rilasciata si trasformarsi in calore.
L'organismo umano è in grado di supportare un certo rialzo termico. Poiché il principale "scambiatore" di calore presente nel corpo umano è costituito dal sangue, si può pensare che gli organismi meno vascolarizzati costituiscano organi critici per quanto riguarda l'esposizione alle radiazioni e.m., in quanto, se riscaldati dall'esterno non hanno più modo di ridistribuire il calore ricevuto tramite un'idonea circolazione sanguigna. Da questo punto di vista gli organi critici per eccellenza sono il cristallino e le gonadi maschili.
Il resto dell'energia rilasciata viene assorbita a livello molecolare con conseguenze ancora poco chiare.
L'intensità della radiazione è un altro parametro. Essa ci dice quante onde elettromagnetiche di una certa frequenza ci sono. All'aumentare dell'intensità aumenta l'energia totale trasmessa. Chiaramente per la prevenzione della salute è importante mantenere bassa l'intensità del segnale nelle telecomunicazioni. Ciò è sempre più difficile oggigiorno, poichè siamo alla ricerca di zone dove c'è maggior campo per i nostri telefonini e della banda larga per le nostre connessioni wi-fi e UMTS.
Se pensate che ci sono solo brutte notizie sappiate per ora che le alternative esistono e ne parleremo presto, intanto provate ad essere meno banali nelle nostre scelte!

J. D. Jackson, "Classical Electrodynamics" (1998)
J. Brehm, W. J. Mullins "Introduction to the Structure of Matter: A Course in Modern Physics" (1989)
http://it.wikipedia.org



Appello alla prudenza da parte della ricerca

Primo, siate brevi: non prolungate le conversazioni al cellulare, i possibili rischi sono proporzionati alla durata delle chiamate. Secondo, siate sintetici: usate gli sms o la email, diminuisce così l'impatto elettromagnetico. Terzo, non abbiate fretta: quando si tratta di comunicazioni professionali, amorose o comunque lunghe, prendete un momento per fermarvi a parlare da un telefono fisso. Quarto, siate prudenti: tranne che in casi urgenti, non date mai un cellulare a un bambino sotto ai 12 anni, gli organi in via di sviluppo sono quelli più sensibili alle onde elettromagnetiche.

Sono alcune delle regole contenute nel nuovo "codice di condotta" pubblicato ieri da una ventina di scienziati internazionali specializzati nella lotta ai tumori, tra cui l'italiano Franco Berrino e il popolare autore francese del bestseller "Guarire", David Servan-Schreiber. Un appello che non vuole essere un allarme. "Siamo in un momento in cui la ricerca dibatte ancora sui rischi del cellulare" spiega Henri Pujol, presidente della Lega contro i tumori. "Proprio per questo bisogna essere prudenti". Non ci sono prove certe della tossicità dei cellulari, ma quasi tutti gli studi confermano che un'esposizione prolungata favorisce la comparsa di "glioma", ovvero tumori del tessuto del sistema nervoso centrale. I ricercatori però si dividono sull'incidenza di questo rischio: c'è chi lo considera "basso" e chi addirittura pronostica un raddoppiamento dei tumori.

Certi punti di questo nuovo vademecum sembrano di difficile applicazione, come tenere sempre il cellulare a oltre un metro di distanza dal corpo (perché così l'impatto elettromagnetico diminuisce di cinquanta volte). La raccomandazione sui bambini forse è arrivata già troppo tardi: un bambino su cinque possiede il cellulare alle medie e quattro su cinque al liceo. Altri consigli sono facili da seguire: per esempio, verificare prima di comprare un apparecchio il codice Sar (Specific Absorption Rate) che misura l'assorbimento delle onde da parte del corpo. Minore è il Sar meno, in teoria, ci sono rischi. Altre regole, ancora, suggeriscono una piccola rivoluzione di vita e comportamento: chiamate brevi, niente telefono in treno o in macchina. "Non si tratta di demonizzare il cellulare. Nessuno di noi, tra l'altro, ci ha rinunciato" premette Servan-Schreiber, psichiatra all'università di Pittsburgh.

Paradossalmente, l'unica cosa certa è che c'è incertezza sulla tossicità dei cellulari. Poche assicurazioni oggi coprono il rischio da onde elettromagnetiche e molti fondi d'investimento hanno richiesto maggiori informazioni sanitarie per misurare l'affidabilità delle società di telecomunicazioni quotate in Borsa. "Il nostro appello - spiega Thierry Bouillet, oncologo all'ospedale Avicenne di Bobigny - si rivolge ai produttori: avrebbero tutto l'interesse a limitare gli eccessi da telefonino".

Un invito rivolto anche ai governi e ai ministeri della Salute, "troppo spesso conniventi con le lobby dell'industria" scrivono gli scienziati. "Oggi viviamo una situazione simile a quella di cinquant'anni fa, con l'amianto e il tabacco" conclude il documento. Meglio dunque adottare piccoli accorgimenti, sapendo che un rischio per la salute c'è. Se piccolo o grande si scoprirà in futuro.

(da "la Repubblica" del 16 giugno 2008)
http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/tecnologia/cellulari/spegnetelo/spegnetelo.html

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